INCENTIVI FOTOVOLTAICO

Il 05/05/11 il Decreto Ministeriale ha definito l’incentivazione degli impianti fotovoltaici per il 2012, Decreto meglio conosciuto come Quarto Conto Energia, al quale possono aderire tutti gli impianti entrati in esercizio dopo il 05/05/2011

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che è garante degli incentivi fotovoltaici, ha previsto le tariffe incentivanti che variano a seconda della tipologia di impianto fotovoltaico istallato e della potenza prodotta. La tariffa incentivante ha una durata di 20 anni a partire dalla data in cui l'impianto è entrato effettivamente in esercizio.

 

Incentivi Fotovoltaico 2012 per Impianti Fotovoltaici

 

Nel II titolo del DM 05/05/11 viene fatta una distinzione su piccoli e grandi impianti.
I piccoli impianti fotovoltaici sono di 3 tipi: su edifici che hanno una potenza non superiore a 1.000 kw, quelli non superiore  a 200 kw operanti in regime di scambio sul posto e quelli di qualsiasi potenza ma installati su aree ed edifici appartenenti alle Amministrazioni Pubbliche.

I grandi impianti fotovoltaici invece sono tutti gli altri che non rientrano nella classifica dei piccoli impianti.

 

image 1

 

Incentivi Fotovoltaico 2012 per impianti integrati con Caratteristiche Innovative

 

Il DM del 05/05/2011, al titolo III, definisce gli impianti integrati con caratteristiche innovative come quegli impianti che utilizzano moduli fotovoltaici e componenti speciali sviluppati appositamente per integrarsi o sostituire degli elementi architettonici e che rispettano determinati requisiti di costruzione e installazione.

 

image 1

 

Incentivi Fotovoltaico 2012 per impianti a Concentrazione

 

Gli impianti a Concentrazione vengono definiti nel IV titolo del DM 05/05/11.Si tratta di impianti atti a produrre energia elettrica mediante la conversione diretta della radiazione solare, tramite l'effetto fotovoltaico. Questi impianti sono composti da moduli in cui la luce solare è concentrata sulle celle fotovoltaiche tramite dei sistemi ottici come lenti o specchi concavi.                                                       

 

 

image 1

 

Che cos'è lo scambio sul posto?

Con il termine scambio sul posto (SSP) si fa riferimento, secondo quanto indicato nella Deliberazione 3 giugno 2008 – ARG/elt 74/08 (Del. AEEG n. 74/08) a un servizio che viene erogato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) dal 1° Gennaio 2009 su istanza degli interessati.
Lo scambio sul posto permette all’utente che abbia la titolarità o la disponibilità di un impianto fotovoltaico, la compensazione tra il valore associabile all’energia elettrica prodotta e immessa in rete e il valore associabile all’energia elettrica prelevata e consumata in un periodo differente da quello in cui avviene la produzione.
Sono interessati a proporre istanza al GSE coloro nella cui disponibilità o titolarità vi sia uno o più impianti:

  • alimentati da fonti rinnovabili (es. fotovoltaico) di potenza fino a 20 kW;
  • alimentati da fonti rinnovabili (es. fotovoltaico) di potenza fino a 200 kW (se entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2007);
  • fotovoltaico di cogenerazione ad alto rendimento di potenza fino a 200 kW.

 

Chi eroga il servizio di scambio sul posto SSP?

 

L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas (AEEG), con Deliberazione ARG/elt 74/2008, ha stabilito che il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. proceda alla gestione delle attività connesse al servizio SSP dello scambio sul posto e all’erogazione del contributo in conto scambio.

 

I vantaggi dello SSP 

Il servizio di scambio sul posto (SSP) è vantaggioso per l’utente dello scambio quando l’utente in un anno è in grado di immettere in rete energia elettrica almeno in quantità uguale a quella prelevata dalla rete su base annua. Per la totalità dell’energia elettrica scambiata con la rete, l’utente dello scambio vedrà rimborsati dal GSE i costi sostenuti per l’utilizzo della rete elettrica in termini di servizi di trasporto, dispacciamento e, per i soli utenti titolari di impianti alimentati da fonti rinnovabili, degli oneri generali di sistema.
In particolare il regime di scambio è vantaggioso perché è finalizzato a garantire:

  1. trasparenza, in modo che i bilanci di energia elettrica sulle reti elettriche possano tenere conto dell’energia elettrica effettivamente immessa e prelevata;
  2. corretta valorizzazione economica dell’energia elettrica immessa e prelevata nell’ambito dello scambio sul posto;
  3. visibilità dell’incentivo trasferito agli utenti dello scambio sul posto.

Esempi di calcolo del contributo in conto scambio di cui in deliberazione ARG/elt 74/08

Per il calcolo del contributo economico (incentivo per l’energia fotovoltaica prodotta ma non consumata) che si può ottenere si deve far riferimento alla quantità di energia elettrica immessa in rete e alla quantità di energia elettrica prelevata dalla rete, la parte del contributo commisurata agli oneri di trasporto dell’energia viene calcolata sulla quantità di energia elettrica scambiata.

Ecco alcune statistiche. 

 Caso 1
Quando la quantità di energia elettrica in un anno immessa in rete è maggiore di quella prelevata si ottiene un credito in euro proporzionale all’eccedenza tra energia immessa e quella prelevata che viene erogato a credito per l’anno successivo.
Caso 2
Quando la quantità di energia elettrica in un anno immessa in rete è minore di quella prelevata e il controvalore dell’energia immessa è inferiore al costo di acquisto dell’energia elettrica dalla rete non si ottengono crediti economici per l’anno successivo .
Caso 3
Quando la quantità di energia elettrica in un anno immessa in rete è maggiore di quella prelevata, ma il controvalore dell’energia immessa è inferiore all’onere di acquisto dell’energia elettrica dalla rete si pareggiano i costi e non c’è credito per l’anno successivo.
Caso 4
Quando la quantità di energia elettrica in un anno immessa in rete è minore di quella prelevata e però il controvalore dell’energia immessa è superiore al costo di acquisto dell’energia elettrica dalla rete si ottengono crediti economici per l’anno successivo .

 

Cessione in Rete

 

Gli impianti fotovoltaici grid connected, cioè collegati alla rete elettrica nazionale, lavorano inregime di interscambio. Il regime di interscambio consiste nel prelevare energia elettrica dalla rete quando è buio o nuvoloso (e quindi l’impianto fotovoltaico non produce energia sufficiente per l’autoconsumo), mentre permette di cedere alla rete il sovrappiù di energia prodotto rispetto all’autoconsumo.
A livello operativo si possono scegliere due strade:

  1. Avere un impianto fotovoltaico sempre connesso alla rete in regime di scambio sul posto SSP che permette di produrre energia dal fotovoltaico, ma di usarla quando serve.
  2. Avere un impianto in regime di cessione in rete che consuma l’energia autoprodotta e immette in rete quella eccedente, ma senza mai consumare energia fornita dalla rete nazionale. Il regime di cessione in rete” (o “ritiro dedicato”), è la vendita al Gestore dei Servizi Elettrici dell’energia prodotta.

Cessione in Rete Fotovoltaico

Nel caso di impianto fotovoltaico quindi, per quanto riguarda la produzione in eccesso di energia rispetto all’autoconsumo si possono avere le seguenti modalità di cessione in rete di energia elettrica fotovoltaica:

  1. Impianti di potenza non superiore a 200 kW che usufruiscono del servizio SSP di scambio sul posto: l’energia elettrica immessa in rete e non consumata nell’anno di riferimento dà diritto a un credito, in termini di energia ma non in termini economici, che può essere utilizzato nel corso dei tre anni successivi a quello in cui matura Passati i tre anni successivi, l’eventuale credito residuo viene annullato;
  2. Impianti di potenza superiore a 200 kW e per quelli di potenza fino a 200 kW che non accedono al servizio SSP di scambio sul posto e quindi in regime di cessione in rete, è possibile cedere in rete, vendendola, l’energia non consumata in loco.

Cessione in Rete Totale o Parziale

Il regime di “cessione in rete” permette di vendere l’energia prodotta con un impianto fotovoltaico o da fonti rinnovabili ed è vantaggioso nel caso in cui l’energia totale prodotta in un anno supera notevolmente quella consumata.
La cessione in rete può essere di due tipi: parziale o totale.

  1. Si dice “parziale” quando solo una parte dell’energia prodotta viene immessa in rete mentre il resto è autoconsumata, come può accadere ad es. per un’industria.
  2. Si dice “totale”, nel caso in cui non c’è autoconsumo, come avviene ad esempio per un grande parco fotovoltaico costruito per generare energia.

La Vendita dell’Energia elettrica del Fotovoltaico

Per la vendita dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e immessa in rete si possono usare due modi:

  1. Cessione indiretta, stipulando una convenzione di “ritiro dedicato” con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE);
  2. Cessione diretta sul mercato libero, che a sua volta si può effettuare attraverso due canali:
    - la vendita alla “Borsa Elettrica” (in pratica, il mercato elettrico organizzato dal GME, il Gestore dei Mercati Energetici)
    - la vendita direttamente a un grossista (“contratto bilaterale” stipulato sul mercato non regolamentato).

Il regime di cessione dell’energia elettrica mediante ritiro dedicato è una modalità semplificata a disposizione dei produttori per la vendita al GSE dell’energia elettrica immessa in rete, in alternativa ai contratti bilaterali o alla vendita diretta in borsa.
Quinto Conto Energia

Al momento (febbraio 2012) non esiste un Quinto Conto Energia. Il Conto Energia attualmente in vigore è infatti il Quarto Conto Energia (DM 05/05/2011). Non è però da escludere che un Quinto Conto Energia sia alle porte.
Infatti, con il Decreto Liberalizzazioni il Governo Monti ha già eliminato gli incentivi fotovoltaici per gli impianti installati a terra su terreni agricoli, con una moratoria di 12 mesi per gli impianti inferiori a 1MW il cui iter autorizzativo sia partito prima dell’entrata in vigore del DM.
E non è da escludere che nei prossimi mesi vengano applicate delle norme atte a ridurre gli incentivi per il fotovoltaico. Infatti, nel 2011, a sorpresa, l’Italia è diventata il paese leader nel mercato mondiale dell’energia solare, con un totale di 9 gigawatt di impianti installati (più della Germania, paese all’avanguardia da sempre nel fotovoltaico, che ha totalizzato 7,5 giga watt).
Nel corso del 2011 in Italia l’energia prodotta con il fotovoltaico è stata pari al 3,5% della richiesta di energia elettrica, e si stima che nel corso del 2012 questa percentuale possa arrivare fino al 6%.

 

Ma a quanto pare il Governo Italiano è intenzionato a imporre un tetto massimo agli incentivi del fotovoltaico pari a 6-7 miliardi. Questa incertezza (6 o 7 miliardi) ha lasciato perplessità nel settore. Infatti se l’Italia continuasse al ritmo di 3 gigawatt di potenza installata all’anno, il tetto massimo di 6 miliardi agli incentivi verrebbe raggiunto a metà 2012, mentre la soglia dei 7 miliardi verrebbe raggiunta a fine 2013.
Nel caso in cui, invece, la potenza annua installata fosse di 2 gigawatt, la soglia dei 6 miliardi verrebbe raggiunta a fine 2012 e quella dei 7 miliardi a fine 2014.
Per questo motivo l’Italia potrà usufruire degli incentivi del Conto Energia ancora per un periodo oscillante tra 1,5 e 3 anni.
Ma se il ritmo di installazione crescesse oltre i 3 gigawatt all’anno, è possibile che venga varato un 5° Conto Energia per evitare un blocco totale degli incentivi, rimodulando quindi le tariffe incentivanti.